Un inverno in Corea

L'incontro, nel cuore gelido della costa coreana, tra Soo-Ha, una giovane donna franco-coreana, e Yan Kerrand, illustratore francese in cerca d'ispirazione...
Un inverno in Corea
Data:
27/02/2026
Orario:
16:00
Rassegna:
Buon pomeriggio al cinema
Regia:

Koya Kamura

Anno:
2025
Origine:

Francia, Corea del Sud

Durata:
104'
Consigli per la visione:
T adatta a tutti

A Sokcho, cittadina di pescatori vicina al confine settentrionale della Corea del Sud, la giovane Soo-ha lavora in una piccola pensione. È franco-coreana, ma non ha mai lasciato il Paese: il mondo le arriva solo attraverso i racconti degli altri. Quando alla pensione arriva Yan Kerrand, illustratore francese alla ricerca di ispirazione per il suo nuovo graphic novel, tra i due nasce un rapporto sottile, fatto di silenzi, piccoli gesti, attrazioni trattenute. Mentre l'artista tenta di superare un blocco creativo, Soo-ha si ritrova a rivivere, senza volerlo, le dinamiche sentimentali della madre, risucchiata in un ciclo di desideri e delusioni.

Cast e Credits

con Bella Kim, Roschdy Zem, Mi-hyeon Park, Ryu Tae-ho, Gong Do-yu

Costo

5.50€; 4€ ridotto (per over 65)

I biglietti possono essere acquistati: 

Alla cassa del Cinema Rosebud in prevendita nei giorni precedenti la proiezione d'interesse e in ogni caso fino all'inizio della proiezione stessa (la cassa apre sempre 30 minuti prima, e chiude sempre 30 minuti dopo, l'inizio di ciascun film). Poiché gli orari di apertura variano in base alla programmazione, si consiglia di consultarla per informazioni sull'orario di apertura della cassa. I posti non sono assegnati;

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Critica

Tratto dal romanzo pluripremiato di Elisa Shua "Dusapin", "Un inverno in Corea" è il racconto di una relazione che si realizza più nel non detto e nelle sfumature che nell'interazione tra i suoi personaggi.

Soo-ha è incuriosita e poi attratta da Yan perché francese come il padre che non ha mai conosciuto, perché artista come lei non è mai stata, perché viaggiatore solitario, agli antipodi di una vita vissuta tra la cucina e il desk di una pensioncina. Eppure Soo-ha ha coltivato la speranza di un momento come questo negli anni, imparando il francese e sognando una vita più soddisfacente.

L'attrazione tra Soo-ha e Kerrand assume connotati quasi edipici, perché la ragazza sembra ripercorrere consapevolmente le orme sentimentali della madre. È un loop affettivo che la condanna al mal d'amore, a un romanticismo introverso e doloroso, amplificato dal confronto con la relazione "giusta" che la famiglia vorrebbe imporle: quella con il giovane connazionale, un ragazzo superficiale e privo dell'aura misteriosa dell'artista francese. [...].

Recensione di Emanuele Sacchi