Primavera

Un film solido - classico ma contemporaneo - che parla dell'ingiustizia della condizione femminile. E dove la musica può fare tutto...
Primavera
Data:
20/03/2026
Orario:
16:00
Rassegna:
Buon pomeriggio al cinema
Regia:

Damiano Michieletto

Anno:
2025
Origine:

Italia, Francia

Durata:
110'
Consigli per la visione:
T adatta a tutti

Venezia, 1716. Cecilia è un'orfana che la madre ha affidato all'Ospedale della Pietà, e come le altre ospiti dell'istituto ha imparato a leggere, scrivere e soprattutto suonare uno strumento musicale, nel suo caso il violino. Le musiciste più dotate dell'orfanotrofio si esibiscono in pubblico dietro ad una grata perché non possono farsi vedere in volto, e sono di fatto prigioniere finché non vengono date in sposa a qualche pretendente disposto a pagare una cospicua dote all'istituzione.

Quando la loro offerta musicale subisce la concorrenza di un gruppo parallelo, le ragazze vengono affidate alla guida di un prete di grande talento ma fallimentare come impresario musicale. Si tratta di Antonio Vivaldi, malato e caduto in disgrazia, ma ancora in grado di commuovere profondamente il pubblico. E Vivaldi intuirà in Cecilia un talento simile al proprio, e un'analoga passione per la musica...

Cast e Credits

con Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Hildegard De Stefano

Costo

5.50€; 4€ ridotto (per over 65)

I biglietti possono essere acquistati: 

Alla cassa del Cinema Rosebud in prevendita nei giorni precedenti la proiezione d'interesse e in ogni caso fino all'inizio della proiezione stessa (la cassa apre sempre 30 minuti prima, e chiude sempre 30 minuti dopo, l'inizio di ciascun film). Poiché gli orari di apertura variano in base alla programmazione, si consiglia di consultarla per informazioni sull'orario di apertura della cassa. I posti non sono assegnati;

ONLINE al link di seguito indicato. L'acquisto online prevede una maggiorazione di 0,50€ sul prezzo del biglietto (non si applicano riduzioni). I biglietti acquistati online non possono essere modificati, annullati o rimborsati. È possibile acquistare i biglietti online fino a un’ora prima dell'inizio della proiezione. I posti non sono assegnati. Se il titolo d'interesse non risulta ancora disponibile per l'acquisto online, si invita a consultare il sito nei prossimi giorni.  

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Critica

Vivaldi, prete per necessità, risveglia nelle ragazze, e in particolare in Cecilia, la passionalità a lungo sopita, e la rabbia per la condizione di sottoposta il cui valore è dato solo dalla possibilità di generare entrate per l'Ospedale, principalmente attraverso il matrimonio. Una volta andate in sposa infatti le musiciste dovranno abbandonare per sempre il loro strumento. Non è un caso che la prima composizione di Vivaldi affidata alla loro esecuzione si intitoli "La follia": c'è qualcosa di febbrile e di pericoloso nella musica vivaldiana, un afflato romantico disperato che non potrà non fare presa soprattutto su Cecilia, l'unica musicista che suona non per il plauso del pubblico ma per la propria necessità espressiva. E in questo è unica anche rispetto a Vivaldi, che invece è sensibile alle lodi e alle opportunità a lui, a differenza delle ragazze, accessibili.

"Primavera" mostra anche, attraverso il suo commento musicale, la genesi di "Le quattro stagioni", il capolavoro di Vivaldi, composto proprio nel periodo in cui si svolge questa storia. La composizione melodica che accompagna il film è eccezionale nel sostenere il racconto e occasionalmente agire da contrappunto: una scena di ballo ambientata fra nobiluomini e nobildonne truccati e parruccati, grottesca e primordiale al punto giusto, è da antologia. "State rovinando la nostra pace", dirà Cecilia a Vivaldi, ma la musica deve fare proprio questo, e in parte è vero che gli strumenti sono stati dati alle ragazze "per maledire la loro situazione".

Michieletto conosce bene la musica e ne capisce il potere, e capisce anche il potere dello spettacolo, dunque crea un film colto ma accessibile al pubblico, classico ma contemporaneo, con l'aiuto di una sceneggiatura solida, scritta insieme a Ludovica Rampoldi, che non fa mai l'errore di travisare il passato in base alle sensibilità contemporanee, pur parlando chiaramente anche dell'ingiustizia della condizione femminile.

Recensione di Paola Casella