Porte aperte

Gianni Amelio
Italia
Tommaso Scalia è un impiegato licenziato in quanto accusato di furto. Convinto che ciò sia accaduto ingiustamente, uccide il capoufficio, il collega che ha preso il suo posto e, dopo averla violentata, sua moglie. Viene arrestato e processato con la prospettiva concreta della condanna a morte. Il giudice a latere Vito Di Francesco farà di tutto affinché la condanna venga tramutata in ergastolo portando alla luce anche verità scomode per gli accusatori di Scalia...
Un magistrale Gian Maria Volonté nel suo penultimo film girato in Italia diretto da Gianni Amelio.
con Gian Maria Volonté, Ennio Fantastichini, Renzo Giovampietro, Renato Carpentieri.
8€ intero; 7€ ridotto (6.50€ per Amici, Più che Amici, Sostenitori). Riduzioni valide dal lunedì al venerdì.
I biglietti possono essere acquistati:
- Alla cassa del Cinema Rosebud in prevendita nei giorni precedenti la proiezione d'interesse e in ogni caso fino all'inizio della proiezione stessa (la cassa apre sempre 30 minuti prima, e chiude sempre 30 minuti dopo, l'inizio di ciascun film). Poiché gli orari di apertura variano in base alla programmazione, si consiglia di consultarla per informazioni sull'orario di apertura della cassa. I posti non sono assegnati;
- ONLINE al link di seguito indicato. L'acquisto online prevede una maggiorazione di 0,50€ sul prezzo del biglietto (non si applicano riduzioni). I biglietti acquistati online non possono essere modificati, annullati o rimborsati. È possibile acquistare i biglietti online fino a un’ora prima dell'inizio della proiezione. I posti non sono assegnati. Se il titolo d'interesse non risulta ancora disponibile per l'acquisto online, si invita a consultare il sito nei prossimi giorni.
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Amelio, dopo aver esordito con un film che aveva fatto discutere ("Colpire al cuore") a cui era seguito "I ragazzi di via Panisperna" nella sua doppia versione cinematografica e televisiva, affronta qui una duplice prova. Da un lato il confronto con un romanzo di Leonardo Sciascia (dopo essere stato preceduto da nomi come Damiani, Rosi e Petri). Dall'altro, il confronto con un attore della statura, ma anche del carattere, come Gian Maria Volonté. Ne nasce un film in cui entrambi emergono per le loro qualità.
Amelio riesce a conferirgli marche autoriali, in particolare quando porta in scena personaggi minori o mostra di saper cogliere anche nell'ultima delle comparse dei tratti essenziali. Si pensi al padre del giudice e all'anziana insegnante oppure a Lydia Alfonsi nel ruolo della vedova di una delle vittime di Scalia. Oppure alla sequenza in cui Di Francesco è a tavola con i familiari, esponenti della piccola borghesia. Anche nella moltiplicazione dei finali possibili (ce ne sono almeno quattro e tutti, ognuno a suo modo, potrebbero assumere valore significante) mostra un importante controllo sia delle inquadrature che degli attori. Primi fra tutti Volonté e Fantastichini impegnati in un conflitto apparentemente anomalo: il giudice vuole salvare la vita a un detenuto che fa di tutto per essere condannato alla fucilazione. [...].
Recensione di Giancarlo Zappoli



