L'isola dei ricordi

Il dodicenne Nanning vive la caduta del nazismo in una piccola isola sul Mare del Nord...
L'isola dei ricordi
Data:
13/03/2026; 14/03/2026; 15/03/2026
Orario:
23:59
Rassegna:
Prima visione
Regia:

Fatih Akin

Anno:
2026
Origine:

Germania

Durata:
93'
Consigli per la visione:
T adatta a tutti

Orari di programmazione:

venerdì 13 marzo ore 21

sabato 14 marzo ore 21

domenica 15 marzo ore 18

Isola di Amrum. Primavera 1945. Sono gli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale e già si avverte che il nazismo sta per essere sconfitto. Il dodicenne Nanning ha il padre al fronte e una madre fervente nazista che soffre anche fisicamente per quanto sta accadendo. Il bambino cerca di comprendere quanto accade mentre si impegna per soddisfare un desiderio materno che, spera, possa farle tornare la tranquillità.

Fatih Akin per la prima volta dirige una sceneggiatura che non nasce direttamente da una sua idea ma riesce a farla pienamente propria.

Cast e Credits

con Jasper Billerbeck, Laura Tonke, Lisa Hagmeister, Kian Köppke, Lars Jessen

Costo

8€ intero; 7€ ridotto (6.50€ per Amici, Più che Amici, Sostenitori). Riduzioni valide dal lunedì al venerdì.

I biglietti possono essere acquistati: 

Alla cassa del Cinema Rosebud in prevendita nei giorni precedenti la proiezione d'interesse e in ogni caso fino all'inizio della proiezione stessa (la cassa apre sempre 30 minuti prima, e chiude sempre 30 minuti dopo, l'inizio di ciascun film). Poiché gli orari di apertura variano in base alla programmazione, si consiglia di consultarla per informazioni sull'orario di apertura della cassa. I posti non sono assegnati;

ONLINE al link di seguito indicato. L'acquisto online prevede una maggiorazione di 0,50€ sul prezzo del biglietto (non si applicano riduzioni). I biglietti acquistati online non possono essere modificati, annullati o rimborsati. È possibile acquistare i biglietti online fino a un’ora prima dell'inizio della proiezione. I posti non sono assegnati. Se il titolo d'interesse non risulta ancora disponibile per l'acquisto online, si invita a consultare il sito nei prossimi giorni.  

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Critica

Il film infatti ha origine da uno script del regista Hark Bohm che, vistosi nell'impossibilità fisica di dirigerlo, ha accettato la proposta di Akin di rivedere insieme il testo per poi portarlo sullo schermo. Akin dice che non gli sono mancate delle iniziali perplessità (sarebbe stata la prima volta che interveniva su una sceneggiatura altrui) ma che progressivamente la sua è stata come un'adozione. Alla fine il film è diventato un figlio. Vedendolo, si comprende che è esattamente così.

Come Nanning, anche Fatih ci mostra quanto la Germania sia stata per lui una progressiva scoperta, una apertura di sguardo, un bisogno continuo di comprendere. I riferimenti a film come "Ladri di biciclette" o a "Stand by Me" che lui stesso cita (si potrebbe aggiungere "I bambini ci guardano") entrano a far parte di una storia che avrebbe potuto piacere ad Haneke.

Lo spazio limitato dell'isola. Le radici della famiglia di Nanning che è tornata lì dopo aver vissuto altrove innervano una vicenda che scava nelle perversioni di una ideologia. La madre è in costante adorazione del Führer e del suo regime, pronta a denunciare chiunque osi solo alludere a una sua sconfitta. Ma non è la sola. L'intera comunità vive nella costante convinzione che il diverso vada respinto. Anche quando assume l'aspetto di profughi tedeschi che cercano un rifugio dopo i bombardamenti dei luoghi in cui abitavano.

Recensione di Giancarlo Zappoli