L'albero degli zoccoli

Un film memorabile su una memoria che ancora oggi ci è necessaria perché ci parla delle nostre radici...
L'albero degli zoccoli
Data:
22/01/2026
Orario:
21:00
Rassegna:
Il cinema ritrovato
Regia:

Ermanno Olmi

Anno:
1978
Origine:

Italia

Durata:
175'
Consigli per la visione:
T adatta a tutti

Tra l'autunno del 1897 e la primavera del 1898 seguiamo la vita di quattro famiglie di contadini che formano una piccola comunità. Della terra che lavorano, solo un terzo del raccolto resta a loro. Uno dei capofamiglia, Batistì, vorrebbe che il figlio di sei anni, Minek, lavorasse con lui nei campi ma il parroco lo invita a farlo studiare. La quotidianità della vita viene seguita fino a quando il taglio di un albero per fabbricare gli zoccoli a Minek, che ne ha rotto uno, fa precipitare la situazione...

Ermanno Olmi ricostruisce con amore un mondo che la civiltà industriale tende a lasciare nell'oblio.

Cast e Credits

con Carlo Rota, Luigi Ornaghi, Francesca Moriggi, Omar Brignoli, Antonio Ferreri

Costo

Ingresso unico a 5.50€

I biglietti possono essere acquistati: 

Alla cassa del Cinema Rosebud in prevendita nei giorni precedenti la proiezione d'interesse e in ogni caso fino all'inizio della proiezione stessa (la cassa apre sempre 30 minuti prima, e chiude sempre 30 minuti dopo, l'inizio di ciascun film). Poiché gli orari di apertura variano in base alla programmazione, si consiglia di consultarla per informazioni sull'orario di apertura della cassa. I posti non sono assegnati;

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Critica

Spaccato di vita del mondo contadino, con una rappresentazione di piccoli grandi episodi di vita quotidiana. Il capolavoro rurale di Ermanno Olmi, che realizza un film permeato di senso del sacro, attraverso la potenza dei sentimenti, delle speranze, delle paure, dei vizi, della dignità e della fede dei contadini bergamaschi. Senza neanche una goccia di snobismo o compiacimento. Un film con e sulla poesia, Olmi qui ha raggiunto il massimo della sua possibilità espressiva, una musica di immagini e di parole (grazie al dialetto integro, con sottotitoli, che però aiutavano senza sforzo). Un viaggio nel mondo contadino, con i suoi silenzi, i suoi crucci mai gridati, i rapporti fra persone, la comunità in sé stessa. La fotografia è curata dallo stesso Olmi che ne ha fatto delle immagini reali, ma sempre tenendo conto della musicalità che lo ispirava, una musicalità che non si allontana mai dal vero e quindi niente di idilliaco. Le tonalità sono quelle di sempre, per quanto riguarda la regia, ma qui l’ispirazione vola molto alto. Una bellissima idea di non doppiare i contadini che sono tutti non professionisti e che aggiungono oro a tutta l’operazione.