La balia

Marco Bellocchio
Italia
Bellocchio, dopo anni di allineamento alle direttive (e alle sceneggiature) dell'analista Massimo Fagioli, si libera con questo film da ogni sudditanza e ritrova la sua impronta autoriale non rinunciando a nessuno dei temi che gli stanno a cuore. Si ispira a una delle novelle di Pirandello, ne conserva il plot di base modificando tutto il resto e, con l'aiuto di Beppe Lanci alla fotografia e di Marco Dentici alla scenografia, ne fa un piccolo saggio per immagini.
La vicenda è quella di una famiglia altoborghese (lui è psichiatra) che si trova di fronte al rifiuto della neomadre di allattare il proprio piccolo ed è costretta ad assumere una balia che gli offre latte e amore.
con Michele Placido, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Bruni Tedeschi, Jacqueline Lustig
8€ intero; 7€ ridotto (6.50€ per Amici, Più che Amici, Sostenitori). Riduzioni valide dal lunedì al venerdì.
I biglietti possono essere acquistati:
- Alla cassa del Cinema Rosebud in prevendita nei giorni precedenti la proiezione d'interesse e in ogni caso fino all'inizio della proiezione stessa (la cassa apre sempre 30 minuti prima, e chiude sempre 30 minuti dopo, l'inizio di ciascun film). Poiché gli orari di apertura variano in base alla programmazione, si consiglia di consultarla per informazioni sull'orario di apertura della cassa. I posti non sono assegnati;
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Bellocchio torna così ad occuparsi della pazzia ma non più di quella dirompente e 'rivoluzionaria', bensì di quella implosa ben più diffusa. Riflette anche sulle lotte per la libertà, ma mette in gioco con forza i temi, apparentemente distanti, della maternità e della scrittura. In un film in cui la suzione del latte dal seno materno si fa suono significante e in cui le dinamiche di relazione innescate da questo atto vengono esposte senza pedanteria, è la scrittura ad emergere come bisogno 'naturale' e culturale al contempo.
La balia analfabeta, che riceve una lettera carica di sentimento dal marito in prigione e se ne troverà una scritta per lei dal medico che le sta insegnando a leggere e scrivere, diviene personaggio in cui si coglie la modernità di un Pirandello che può essere sottoposto a rilettura conservandone lo spirito. Ed è l'uomo pirandelliano quello che apre e quasi chiude il film con un interessante ruolo cameo di Michele Placido.
Recensione di Giancarlo Zappoli



