Gli spostati

John Huston
USA
Reno, Nevada. Mentre attende il divorzio, Roslyn Taber, ospite dell'anziana amica Isabelle, viene corteggiata dal meccanico Guido e s'innamora di un amico di questi, il cacciatore di mustang Gay Langland, uomo maturo dal modo di fare rude ma romantico. Roslyn e Gay iniziano a convivere, ma la loro relazione è ostacolata proprio da Guido, che propone all'amico un'ultima battuta di caccia ai cavalli selvaggi. A loro si unisce anche il giovane nevrotico Perce, ferito in una precedente battuta. L'intenzione dei tre è procurare carne da destinare al macello, ma Roslyn farà di tutto per ostacolare il suo uomo...
Versione originale con sottotitoli in italiano
con Clark Gable, Marilyn Monroe, Montgomery Clift, Thelma Ritter, Eli Wallach
Ingresso unico a 5.50€
I biglietti possono essere acquistati:
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“Arthur Miller cominciò a scrivere il treatment di "The Misfits" all’inizio del 1958 su misura per sua moglie Marilyn Monroe, adattando il proprio racconto "The Mustangs". Quando nel luglio del 1960 cominciano le riprese, c’è nell’aria un clima di isterismo da grande film. […] Le ragioni dell’euforia isterica non mancano. Clark Gable, seriamente malato di cuore, ritiene di avere per le mani la parte migliore della sua carriera, e che potrebbe essere l’ultima. Dopo aver dato in "A qualcuno piace caldo" la piena misura del suo talento di commediante, Marilyn Monroe si trova per la prima volta in un film scritto espressamente per lei che dovrebbe consacrarla definitivamente come attrice drammatica, mentre per Miller "The Misfits" potrebbe essere la giustificazione, e il risarcimento, di cinque anni di inattività letteraria. […] "The Misfits" è uno dei film più hustoniani che Huston abbia mai diretto. […] È una trenodia sulla fine dei cavalli nell’America che cambia (Huston: “Viviamo in una società dove i cani mangiano i cavalli”). Ed è, ancora una volta, la storia di una piccola comunità di sbandati, tre uomini e una donna. Tipici eroi hustoniani, sono personaggi dominati da un mito, la libertà, il cui primo corollario è l’instancabile volontà di indipendenza dalla società, dalle sue leggi, costrizioni, tabù. Una frase ritorna ne film cosi spesso da diventarne un motivo conduttore ossessivo: “Meglio che stare sotto padrone!””.
M. Morandini



