Due procuratori

Con il suo primo film di finzione il regista ucraino Sergei Loznitsa mette in scena il passato per ammonire sul presente...
Due procuratori
Data:
15/02/2026
Orario:
21:00
Rassegna:
Prima visione
Regia:

Sergei Loznitsa

Anno:
2026
Origine:

Francia, Germania, Paesi Bassi, Lettonia, Romania

Durata:
110'
Consigli per la visione:
T adatta a tutti

URSS, 1937. Apogeo della repressione staliniana. Un detenuto incaricato di bruciare tutti gli appelli rivolti al dittatore ne salva uno rivolto a un procuratore e riesce a farlo arrivare al destinatario. Questi è Alexander Kornev, giovane magistrato idealista convinto di vivere nel più legale dei mondi. Si accorgerà, a sue spese, che la realtà è estremamente diversa...

Sergei Loznitsa realizza il suo primo lungometraggio di totale fiction parlando del passato per ammonire sul presente.

Cast e Credits

con Aleksandr Kuznetsov (IV), Anatoliy Belyy, Dmitrijus Denisiukas, Aleksandr Filippenko

Costo

8€ intero; 7€ ridotto (6.50€ per Amici, Più che Amici, Sostenitori). Riduzioni valide dal lunedì al venerdì.

I biglietti possono essere acquistati: 

Alla cassa del Cinema Rosebud in prevendita nei giorni precedenti la proiezione d'interesse e in ogni caso fino all'inizio della proiezione stessa (la cassa apre sempre 30 minuti prima, e chiude sempre 30 minuti dopo, l'inizio di ciascun film). Poiché gli orari di apertura variano in base alla programmazione, si consiglia di consultarla per informazioni sull'orario di apertura della cassa. I posti non sono assegnati;

ONLINE al link di seguito indicato. L'acquisto online prevede una maggiorazione di 0,50€ sul prezzo del biglietto (non si applicano riduzioni). I biglietti acquistati online non possono essere modificati, annullati o rimborsati. È possibile acquistare i biglietti online fino a un’ora prima dell'inizio della proiezione. I posti non sono assegnati. Se il titolo d'interesse non risulta ancora disponibile per l'acquisto online, si invita a consultare il sito nei prossimi giorni.  

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Critica

Questo film porta sullo schermo un testo di Georgy Demidov a lungo proibito in Russia perché offriva una testimonianza diretta dei gulag staliniani (oltre a quella nota di Solgenytsin). Per quanto riguarda la filmografia del documentarista ucraino, sembra essere il diretto discendente di "Process" (2018) in cui si raccontava un processo staliniano del 1930 in cui alti dirigenti, accusati di avere ordito una trama per un attentato, confessavano colpe mai avute per salvarsi una vita da trascorrere però nei gulag.

È in uno di questi che si apre il film con un'immagine tenuta a lungo sullo schermo: si tratta di un'impalcatura di legno che viene smontata dai detenuti. Il film vuole smontare un sistema di apparato che sapeva bene come rimanere in piedi e che, come ci viene suggerito, lo sa ancora oggi in tutti i Paesi in cui è al potere un dittatore. Ogni riferimento alla Russia odierna non è puramente casuale.

Nella vicenda ci sono riferimenti a Gogol ma, soprattutto, è Kafka a dominare con la sua visione purtroppo profetica. Kornev potrebbe essere un suo protagonista (il suo cognome, forse non a caso, inizia con la K). Nato all'incirca quando la Rivoluzione bolscevica aveva inizio, pensa che il suo compito sia quello di far applicare la Legge (con l'iniziale maiuscola) e si muove con pazienza e determinazione nelle maglie di un sistema burocratico che, fingendo di assecondarlo, lo sta progressivamente avvolgendo nelle proprie pericolosissime spire.

Recensione di Giancarlo Zappoli