Un po' di luce - Ospite il regista Ali Asgari

Ali Asgari
Iran, Svizzera, Italia, Canada, Turchia
Ospite il regista Ali Asgari
Dopo essere stato arrestato e aver visto chiudere il suo ambulatorio, un medico iraniano perde la fiducia nel futuro. Deciso a togliersi la vita, trascorre un ultimo giorno in visita al fratello, alle sorelle e alla madre per prepararli ad affrontare la sua scelta...
Presentato in concorso all'83° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2026, "Un po’ di luce" è il sesto lungometraggio del regista iraniano Ali Asgari, già autore degli acclamati "Divine Comedy" (2025) e "Kafka a Teheran" (2023). Girato nei primi della guerra in Iran, il film racconta la difficoltà di immaginare un futuro in un paese piegato dall’oppressione di un regime autoritario e dalla crisi economica.
con Missagh Zareh, Sadaf Asgari, Forouzan Jamshidnejad, Mina Rahimzadeh
8€ intero; 7€ ridotto (6.50€ per Amici, Più che Amici, Sostenitori). Riduzioni valide dal lunedì al venerdì.
I biglietti possono essere acquistati:
- Alla cassa del Cinema Rosebud in prevendita nei giorni precedenti la proiezione d'interesse e in ogni caso fino all'inizio della proiezione stessa (la cassa apre sempre 30 minuti prima, e chiude sempre 30 minuti dopo, l'inizio di ciascun film). Poiché gli orari di apertura variano in base alla programmazione, si consiglia di consultarla per informazioni sull'orario di apertura della cassa. I posti non sono assegnati;
- ONLINE al link di seguito indicato. L'acquisto online prevede una maggiorazione di 0,50€ sul prezzo del biglietto (non si applicano riduzioni). I biglietti acquistati online non possono essere modificati, annullati o rimborsati. È possibile acquistare i biglietti online fino a un’ora prima dell'inizio della proiezione. I posti non sono assegnati. Se il titolo d'interesse non risulta ancora disponibile per l'acquisto online, si invita a consultare il sito nei prossimi giorni.
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Versione originale con sottotitoli in italiano
Il regista rivolge lo sguardo alla resistenza del popolo iraniano e alla cura reciproca tra le persone, unici spiragli di speranza in un presente buio. “Mi sono spesso chiesto: quando la sofferenza diventa parte integrante della nostra quotidianità, cosa dà valore alla vita? Possiamo mai separare la nostra esistenza da quella degli altri? Le nostre scelte sono davvero solo nostre, o lasciano tracce nei cuori e nei ricordi di chi ci circonda? Forse ciò che ci permette di andare avanti non è l’assenza di sofferenza, ma i legami invisibili che ci uniscono, la sensazione che la nostra esistenza sia intrecciata con quella degli altri” (Ali Asgari).



