Fatherland - Miglior Regia al Festival di Cannes 2026

Pawel Pawlikowski
Italia, Polonia, Francia, Germania
Orari di programmazione:
venerdì 16 ottobre ore 21 (vos)
sabato 17 ottobre ore 19.15 e 21
domenica 18 ottobre ore 16.30, 18.00 e 19.30 (ore 19.30 vos)
Nel cuore della Guerra Fredda, lo scrittore Thomas Mann e sua figlia - l’attrice, scrittrice e rallista Erika - intraprendono un viaggio su una Buick nera attraverso una Germania divisa e in rovina, dalla Francoforte occupata dagli Alleati alla Weimar controllata dall’Unione Sovietica. Erika è interpretata dalla straordinaria Sandra Huller.
Premio Miglior Regia al Festival di Cannes 2026.
con Sandra Hüller, Anna Madeley, August Diehl, Joanna Kulig, Hanns Zischler
8€ intero; 7€ ridotto (6.50€ per Amici, Più che Amici, Sostenitori). Riduzioni valide dal lunedì al venerdì.
I biglietti possono essere acquistati:
- Alla cassa del Cinema Rosebud in prevendita nei giorni precedenti la proiezione d'interesse e in ogni caso fino all'inizio della proiezione stessa (la cassa apre sempre 30 minuti prima, e chiude sempre 30 minuti dopo, l'inizio di ciascun film). Poiché gli orari di apertura variano in base alla programmazione, si consiglia di consultarla per informazioni sull'orario di apertura della cassa. I posti non sono assegnati;
- ONLINE al link di seguito indicato. L'acquisto online prevede una maggiorazione di 0,50€ sul prezzo del biglietto (non si applicano riduzioni). I biglietti acquistati online non possono essere modificati, annullati o rimborsati. È possibile acquistare i biglietti online fino a un’ora prima dell'inizio della proiezione. I posti non sono assegnati. Se il titolo d'interesse non risulta ancora disponibile per l'acquisto online, si invita a consultare il sito nei prossimi giorni.
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Se Roberto Rossellini ci aveva fatto sperimentare quasi in maniera diretta e immersiva il senso di distruzione materiale e morale della nazione tedesca in "Germania anno zero" con una prospettiva dal basso, Pawel Pawlikowski muta il punto di vista offrendoci una lettura anch'essa di considerevole spessore.
La prospettiva questa volta è ribaltata. Siamo a livelli alti. Il protagonista è l'autore dei "Buddenbrook", uno dei capisaldi della letteratura tedesca del Novecento, colto nel momento in cui fa ritorno nella sua Heimat che aveva lasciato per riparare negli Stati Uniti. Pawlikowski lo fa entrare in scena dopo averne presentato un ritratto in nero fatto dal figlio al telefono con la sorella Erika che ne è diventata l'assistente. Da questa telefonata ha inizio un percorso che, attraverso gli incontri e gli scontri del grande autore con ciò che è rimasto della sua patria d'origine (la Svizzera diventerà il suo luogo di residenza), ci mostra macerie intellettuali e opportunistiche che finiscono con il tramutarsi in pretesti per accusarlo di viltà a causa del suo espatrio (avvenuto dopo che i nazisti avevano dato l'avvio ad una campagna contro la sua persona).
Recensione di Giancarlo Zappoli



