Era meglio domani

Vinciane Millereau
Francia
Francia, 1958. Michel lavora in banca come consulente al credito per le imprese, e regolarmente rifiuta prestiti a idee di business che avranno un futuro - come il supermercato, le cinture di sicurezza o l'IKEA - a favore di quelle di breve respiro, ma che confermano la sua idea di mondo. Hélène, sua moglie, resta a casa a cucinare, passare l'aspirapolvere e lavare i panni a mano - finché tramite un concorso non vince una lavatrice "moderna". Parte in questo modo la commedia campione di incassi in Francia con cui inauguriamo i venerdi al cinema.
con Elsa Zylberstein, Didier Bourdon, Romain Cottard, Céline Fuhrer, François Perache
5.50€; 4€ ridotto (per over 65)
I biglietti possono essere acquistati:
- Alla cassa del Cinema Rosebud in prevendita nei giorni precedenti la proiezione d'interesse e in ogni caso fino all'inizio della proiezione stessa (la cassa apre sempre 30 minuti prima, e chiude sempre 30 minuti dopo, l'inizio di ciascun film). Poiché gli orari di apertura variano in base alla programmazione, si consiglia di consultarla per informazioni sull'orario di apertura della cassa. I posti non sono assegnati;
- ONLINE al link di seguito indicato. L'acquisto online prevede una maggiorazione di 0,50€ sul prezzo del biglietto (non si applicano riduzioni). I biglietti acquistati online non possono essere modificati, annullati o rimborsati. È possibile acquistare i biglietti online fino a un’ora prima dell'inizio della proiezione. I posti non sono assegnati. Se il titolo d'interesse non risulta ancora disponibile per l'acquisto online, si invita a consultare il sito nei prossimi giorni.
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"Era meglio domani" è la commedia francese campione d'incassi diretta da Vinciane Millereau e da lei scritta insieme a Julien Lambroschini, sceneggiatore di fiducia di Gilles Lellouche e Mélanie Laurent, che come Millereau e Lambroschini sono attori passati dietro la cinepresa.
La Francia del 1958 ricorda quella di "Il piccolo Nicolas e i suoi genitori", ma qui l'invasione americana avanza a colpi di hula-hoop e il focus della narrazione è il divario di genere, destinato a essere se non colmato - una battuta del film basterà a sottolineare come le pari opportunità siano ancora lontane anche nel 2025 - quantomeno revisionato.
È dunque Michel a patire il salto in avanti nel tempo perché si rende conto di aver perso quasi tutti i suoi antichi vantaggi, mentre per Hèléne inizia una nuova vita ricca di possibilità di autoaffermazione: finalmente ha una carriera, un conto in banca e una sua carta di credito, può guidare l'automobile e prendere decisioni autonome, così come fa anche la figlia Jeanne. Ed è soprattutto Michel a voler trovare un modo per tornare nel passato, a quel Codice Napoleone secondo cui "la donna obbedisce al marito". "Alla fine ci prenderanno tutto", dice Michel, dando voce alla paura più grande dell'"uomo bianco privilegiato" contemporaneo.
Recensione di Paola Casella



